Revisioni prorogate fino al 31 ottobre è quanto stabilito decreto “Cura Italia” che rinvia di oltre 6 mesi:

1) l’accertamento dei requisiti di idoneità alla circolazione e omologazione dei veicoli;

2) le modifiche delle caratteristiche costruttive dei veicoli in circolazione e aggiornamento della carta di circolazione;

3) le revisioni ex art. 80.

Tutte le scadenze da oggi al 31 luglio sono rinviate al prossimo 31 ottobre 2020. Il provvedimento è stato preso per consentire a chi non può recarsi a fare la revisione di poter circolare, esclusivamente per i motivi consenti: lavoro, approvvigionamenti primari, salute. Cosa diversa, invece, dovrebbe essere per chi è in condizioni di poterla fare. la CNA infatti, sta predisponendo delle FAQ al Governo per capire se gli utenti possano recarsi presso il centro di revisione senza essere sanzionati.

Comprendiamo le legittime preoccupazioni che questo provvedimento ha suscitato tra gli operatori del settore, ma va ricordato che il paese sta combattendo una guerra con un nemico invisibile, che ogni giorno miete centinaia di vittime e sta arrecando gravissimi danni all’economia. C’è un interesse primario da tutelare: la salute. Tutti i provvedimenti finora adottati, anche quelli più restrittivi hanno un obiettivo prioritario: fermare il contagio. Questo è uno dei momenti in cui il bene collettivo coincide con il bene privato, la nostra salute.

Fatta questa doverosa e necessaria premessa, deve essere chiaro che CNA è al fianco delle imprese e siamo impegnati nel confronto continuo con le Istituzioni, a tutti i livelli, affinchè sia tutelato il bene fondamentale della salute, preservando al contempo l’economia e le attività produttive, senza le quali non c’è futuro. Per questo motivo, nella fase di conversione in legge del decreto sarà nostra cura portare all’attenzione del Parlamento osservazioni e proposte che introducano una gradualità delle scadenze per le revisioni dei veicoli leggeri, al fine di rendere adeguate e proporzionate le misure, garantendo sempre la tutela della salute.

Per chi decide di continuare l’attività (non c’è obbligo di chiusura né obbligo di rimanere aperti) raccomandiamo invece di rispettare tutte le precauzioni indispensabili a tutelare la salute del proprio personale e dei clienti.

In questo momento la nostra preoccupazione più grande è garantire la sopravvivenza delle imprese, soprattutto le più piccole, con interventi di sostegno economico che ne scongiurino la chiusura.

Restiamo uniti (rispettando le distanze).